Jose Iglesias Gª-Arenal_ Facebook’s Pavilion (mostra in corso fino al 7 Dicembre 2014)

Jose Iglesias Gª-Arenal_ Facebook’s Pavilion (mostra in corso fino al 7 Dicembre 2014)
Testo critico di Carla Capodimonti. In collaborazione con l’autrice spagnola Remedios Zafra. Continua a leggere

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Nicole Voltan_PARA KLÀSIS. Profilo dinamico interno

Testo critico a cura di Carla Capodimonti e Simona Merra

Parte dell’indagine esistenziale dell’uomo è il bisogno di equilibrio, il ricorso ad un’apparente piattezza che permette di attribuire un ordine agli elementi, categorizzandoli e classificandoli. Questa ostinata volontà viene costantemente smentita dal logos dell’universo e dall’immutabilità dell’equilibrio delle parti presenti in natura.

Con PARA KLÀSIS Nicole Voltan mette alla prova la percezione del dato reale, tramite lo smascheramento del discorso ontologico, mostrandone chiaramente i meccanismi di classificazione necessari a una categorizzazione dell’esistente.

Attraverso un approccio pragmatico, l’artista indaga il rapporto tra dato oggettivo e soggettivo dei fenomeni terreni, acquisendo una consapevolezza scientifica e allo stesso tempo uno sguardo critico personale che colloca l’essere umano come nucleo di un tutto, approdando a una visione quasi antropocentrica.

In un flusso universale dove tutto cambia – “negli  stessi fiumi entriamo e non entriamo, siamo e non siamo”[1] – l’uomo vive in continua divergenza/convergenza, riaffermando ciò che Eraclito definiva il logos indiviso, ossia la legge assoluta della Natura.

Hplc (Hidden Particles Lose Community), still da video, 2013

Hplc (Hidden Particles Lose Community), still da video, 2013

La dottrina dei contrari mostra l’interdipendenza di concetti opposti: nella video proiezione  HPLC (Hidden Particles Lose Community) l’artista annulla la separazione degli elementi, contrastando il meccanicismo della catalogazione. Ne risulta un indefinito numero di tracciati in contrasto e allo stesso tempo subordinati l’uno all’altro, ciascuno dei quali è definito solo per opposizione. Tramite un’utopistica inversione temporale, Nicole smaschera il determinismo umano, che necessita del processo di separazione proprio dell’analisi scientifica.

Lo sguardo soggettivo dimostra che le singolarità sono in relazione e in comunicazione tra loro: l’identico e il diverso si unificano a costituire la realtà di tutti i processi dell’esistenza, umana e cosmica.

Ed è proprio il pennino, nel Robot disegnatore, che con la scrittura casuale e la continua cancellazione dei tracciati, disintegra il concetto di scissione e l’inutilità del processo di dissociazione.

Robot disegnatore, installazione meccanica, 2013

Robot disegnatore, installazione meccanica, 2013

Per Nicole Voltan – artista eclettica e instancabile sperimentatrice – i principi scientifici costituiscono un pretesto per approdare a un linguaggio profondamente emozionale ed esistenziale, secondo cui “tutto l’universo della scienza è costruito sul mondo vissuto e se vogliamo pensare la scienza stessa con rigore, valutarne esattamente il senso e la portata, dobbiamo anzitutto risvegliare questa esperienza del mondo […]”.[2]

L’uomo non fa parte della Natura, ma è egli stesso Natura. Nicole riporta l’attenzione sul dato antropico, in relazione al quale si può affermare – citando il linguista francese Émile Benveniste – che “la coscienza di sé è possibile solo per contrasto. Io non uso io, se non rivolgendomi a qualcuno, che nella mia allocuzione sarà un tu.”[3]

Nessuno dei due termini è concepibile senza l’altro: entrambi esistono in un regime di interdefinizione reciproca.

isostasia-1_foto2

Isostasia 1, still da video, 2011

Ciò crea un equilibrio scientificamente definito “gravitazionale”, che si osserva nel video Isostasia 1, dove il “moto” – ossia la condizione di movimento strutturale del nostro pianeta – rappresenta lo specchio attraverso il quale natura e uomo convergono in un’unica direzione.

Con il “Principio di isostasia” si intende la tendenza della crosta terrestre a raggiungere una posizione di stabilità attraverso il galleggiamento; una condizione apparentemente precaria – o conflitto fra i contrari in superficie – che nasconde un’armonia in profondità.

Tale trapasso continuo e inevitabile da un opposto all’altro, costituisce sia il processo universale della realtà in divenire, sia la condizione necessaria o sostanza dell’Essere, in quanto ogni cosa è soggetta al tempo e alla trasformazione.

“La nostra anima è un fenomeno che cambia la permanente stabilità in permanente trapasso”[4]; in ogni essere è presente una doppia tensione – in senso centrifugo o di disgregazione e in senso centripeto o di composizione unificatrice – che deve mantenere un equilibrio costante nella conservazione perpetua del cosmo.

Isoipse plastiche, tecnica mista su tela, 2013

Isoipse plastiche, tecnica mista su tela, 2013

Proporzione e armonia appaiono in Isoipse Plastiche, opera che conquista un compimento nell’equilibrio naturale degli elementi e mezzo per ricreare quell’estetica dell’ordine che caratterizza la storia dell’arte fin dalla classicità. Un logos indiviso restituito tramite il ritratto plastico di un paesaggio dolomitico fortemente spersonalizzato e allo stesso tempo evocativo, che suggerisce il raggiungimento di una consapevolezza totale.

Il corpus di opere presentate per Galleria Cinica, mostra il rapporto fra suono, luce, buio e movimento, concetti chiave della poetica artistica di Nicole Voltan. La riproduzione del dato oggettivo, lascia spazio all’interpretazione attraverso meccanismi scientifici (Hplc), meccanici, (Robot disegnatore), movimento (Isostasia 1) e staticità (Isoipse plastiche) in grado di restituire un dialogo fra le parti. Si può risalire così al concetto di Entanglement universale, fenomeno quantistico già analizzato dall’artista in altre occasioni, per il quale due oggetti, anche se separati spazialmente, risultano strettamente dipendenti fra loro. Così si scopre che, nonostante tutto ciò che facciamo per dividere le cose, il tempo ristabilirà presto la loro unione.

[1] R. Mondolfo, “I frammenti del fiume e il flusso universale in Eraclito”, in Rivista critica di storia della filosofia, ANNO XV, fasc. 1, Gennaio – Marzo 1960, La Nuova Italia Editrice, Firenze, p. 6

[2] Maurice Merleau-Ponty, Fenomenologia della percezione, Studi Bompiani, 2003, p.17

[3] E. Benveniste, “La soggettività del linguaggio”, in Problemi di linguistica generale, Milano, Il Saggiatore, 1971, p. 312

[4] H. F. Fraenkel, “Dichtung und Philosophie des frühen Griechentums”, in Rivista critica di storia della filosofia, ANNO XV, fasc. 1,  Gennaio – Marzo, 1960, La Nuova Italia Editrice, Firenze, p. 5