Francesco Ciavaglioli. “Strategie fantasma. Riproduzione-dissoluzione-pathos” (07/09 – 27/10), a cura di Simona Merra e Saverio Verini

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È a partire dalla condizione di ambiguità propria delle immagini, che prende forma il lavoro di Francesco Ciavaglioli: alla ricerca costante di un equilibrio fra epifania e svanimento, le sue opere manifestano un interesse quasi ossessivo per l’entropia. Dissoluzione, percezione ottica, vanità delle immagini, memoria del visivo, ripetizione delle forme: sono alcuni dei temi che ricorrono più frequentemente nella poetica dell’artista, le cui opere evocano “il lato nascosto del mondo visibile – il territorio della dissomiglianza” (G. Didi-Huberman).

I lavori di Ciavaglioli, infatti, affrontano la questione dell’apparizione delle immagini e della loro “erosione”, nonché il rifiuto che esse oppongono a essere ricondotte a una forma definita e, per questo, somigliante, mimetica. In tal senso l’intera produzione dell’artista si configura come “impronta di realtà”, traccia evanescente, fantasma; un’entità sfuggente di fronte alla quale non è ammessa condizione di passività dello sguardo. In questo modo Ciavaglioli intende prendere una posizione che, attraverso il linguaggio e i codici dell’arte, si rivela decisamente “politica”: i lavori dell’artista puntano in maniera ostinata in direzione di un rallentamento dello sguardo, sottratto al flusso di immagini “comode” che affollano la contemporaneità, affermando così l’atto del vedere come scelta.  (S. Merra, S. Verini)

Nelle due sale della Galleria Cinica sono presenti interventi site specific e un corollario di lavori inediti, fotografie, disegni e video, volte a costituire una costellazione di elementi che affrontano il tema dell’immagine attraverso diverse “strategie”.

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