galleria cinica #2. intervista alla curatrice Carla Capodimonti, di Maila Buglioni

Con l’iniziativa GALLERIA CINICA si conferma la congenita vocazione verso la ricerca sperimentale del settore artistico contemporaneo di Palazzo Lucarini Contemporary.

Il ciclo di eventi, che consta di ben sei mostre scandite nell’arco del 2013, è stato inaugurato sabato 26 gennaio con l’esposizione di Diego Petroso (Napoli, classe 1983), a cura di Carla Capodimonti. L’artista propone una serie di lavori pittorici che muovono da una personale riflessione circa la pratica stessa del fare pittura. Il linguaggio pittorico, primordiale espressione artistica umana, si caratterizza per la facilità di esprimere quell’avvicinamento fisico e spirituale esistente tra il pittore ed la sua tela: fine ultimo di tale prassi è questa spinta verso il supporto. Il napoletano medita su tale movimento per sperimentare un capovolgimento dello stesso da cui successivamente nasceranno una serie di nuovi idiomi.

I successivi interventi espositivi vedranno l’avvicendarsi di altri giovani esponenti della recente generazione artistica.

In primavera sarà allestita la mostra di Mauro Vitturini e Diego Miguel Mirabella, la cui curatela è affidata a Daniela Cotimbo. Successivamente, sarà la volta del duo cloroclorocloro, nuovamente a cura della Capodimonti che cura anche il progetto di Melissa Giacchi OPERARI lavoro di forme, contributi audiovisivi dell’Associazione Culturale Dancity. Un tocco di colore vivacizzerà l’atmosfera autunnale umbra grazie alla mostra di Francesco Ciavaglioli, curata da Simona Merra e Saverio Verini. Infine, i festeggiamenti del ventennio della sede umbra si concluderanno con la personale di Nicole Voltan curata da Carla Capodimonti e Simona Merra.

Lasciamo la parola proprio a Carla Capodimonti, curatrice della mostra di Diego Petroso e di molte delle successive proposte al Lucarini, approfondendo con lei la sua politica culturale, le scelte critiche e i suoi intendimenti curatoriali.

La prima delle sei mostre del ciclo proposto dalla Galleria Cinica ha come protagonista Diego Petroso, giovane artista napoletano, classe 1983. Puoi dettagliarci meglio la sua poetica pittorica e parlarci delle opere esposte?

“Diego Petroso presenta per Galleria Cinica un lavoro di natura pittorica composto da una serie di 14 pezzi di piccolo formato dal nome Ballade Frenesia, tre opere singole (Nauli, Jivha Bandha, Karnapirasana) e la tela Maniaca Melodia che dà il titolo alla mostra. L’intero ciclo estende materialmente una riflessione sulla pratica stessa del fare pittura nel corso della storia dell’arte e rappresenta l’ultimo lavoro dell’artista e la base della ricerca che svilupperà durante il periodo di tre mesi di residenza presso Viafarini – Milano.

L’opera rappresenta, per questo motivo, un vero e proprio work in progress, un esperimento continuo che ribalta il tradizionale rapporto artista/tela sviluppando meccaniche inesplorate. Nell’intero corso della storia dell’arte, infatti, il linguaggio pittorico è da sempre stato espressione dell’avvicinamento, fisico e spirituale, dell’artista verso il supporto al fine stesso della prassi. Petroso riflette sulla questione proponendo un’inversione di rotta volta verso una serie di nuovi linguaggi proposti dai contorni prettamente sperimentali. Ne risulta un dialogo evolutivo tra artista, supporto, materia; un processo sovrapposto, susseguito da un’operazione di natura sottrattiva che pure rende l’azione ed il gesto del tutto compiuti.”

Il linguaggio pittorico di Diego vuole essere una riflessione sull’intrinseco movimento oscillatorio che pone in contatto fisico e spirituale il pittore, in quanto esecutore, ed il materiale su cui si appresta a dipingere ovvero il supporto. Una ricerca molto interessante che pone in primo piano il fare pittorico, per anni snobbato sia dagli artisti sia dalle gallerie che hanno preferito dare maggior spazio alla pratica concettuale. Perché avete scelto di aprire il ciclo espositivo della Galleria Cinica con una mostra che pone in primo piano la questione tanto dibattuta della pittura?

“Galleria Cinica inaugura il nuovo anno e l’intero ciclo di mostre che si svilupperà nel 2013 simbolicamente con un’opera pittorica per riportare l’attenzione su un linguaggio considerato da molti obsoleto. La scelta vuole essere la dimostrazione che ancora è possibile portare una riflessione valida su determinate pratiche. Nel caso specifico, l’intero ciclo di Petroso, ispirato alle partizioni musicali, acquisisce una dimensione installativa ambientale che avvicina l’opera ad un’esperienza totale e le attribuisce un peso specifico simile a quello della scultura.”

Scorrendo i nomi dei prossimi artisti che esporranno nel corso dell’anno alla Galleria Cinica ho notato che ognuno proviene da realtà territoriali molto differenti. Inoltre, ciascuno si esprime attraverso i molteplici linguaggi che oggi caratterizzano la scena artistica nazionale: dalla pittura all’installazione sonora, dalla fotografia alla performance…

“Sì. Abbiamo voluto dare spazio ad ogni tipologia di espressione artistica, per proporre all’eventuale pubblico una visione quanto più possibile completa della realtà artistica contemporanea. L’obiettivo è quello di dare spazio a giovani artisti e curatori che molto spesso si muovono con difficoltà all’interno di un sistema dalle meccaniche complesse.”

Ogni artista si esprime attraverso una differente prassi artistica dando vita ad idiomi molto personali su cui sicuramente avrà influito anche il suo background culturale e territoriale. Scopo ultimo delle differenti esposizioni in programma è far emergere le loro differenze ed affinità sia linguistiche sia regionali?

“Al di là delle differenze linguistiche e regionali, ciò che si vuole far emergere è in primo luogo la volontà espressiva di ogni artista e la validità di giovani curatori che in un momento critico come quello in cui viviamo difficilmente dispongono della possibilità di esprimere la propria professionalità.”

In questo primo evento avete riscontrato un buon interesse di pubblico? Che tipo di utenza avete registrato? Siete rimasti soddisfatti? Quali sono le vostre aspettative circa le prossime esposizioni?

“Siamo rimasti molto soddisfatti della risposta che abbiamo ricevuto. Ciò che ci ha più positivamente sorpreso, in una piccola realtà come l’Umbria, è stata l’attenzione e la presenza di un pubblico giovane. Per il futuro, continueremo ad operare cercando di non deludere le aspettative di chi fruirà di tali esperienze.”

Lei è  supervisore della curatela delle mostre in programma; alcune esposizioni, come quella attuale, sono curate direttamente da lei mentre altre sono a cura di altri giovani curatori. Quale è il motivo di questa differenziazione? Perché?

“Per ragioni programmatiche e scelte di linearità. In un contesto difficile come quello provinciale, abbiamo pensato fosse importante fornire dei punti di riferimento grossomodo continui al pubblico; delle figure a cui attribuire una sorta di responsabilità. Inoltre, per scelte curatoriali: abbiamo cercato di dare spazio anche alla nostra realtà territoriale e a chi vi lavora, creando così un contatto con il contesto. Donare un’identità riconoscibile allo spazio, percepito passivamente da chi non frequenta il museo, è uno degli obiettivi del nostro progetto.”

Intervista pubblicata su “art a part of cult(ure)”, 10 marzo 2013.

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Diego Petroso_Maniaca Melodia (26/01-10/03/2013), a cura di Carla Capodimonti

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Il lavoro che Diego Petroso espone presso Galleria Cinica – nuovo spazio di Palazzo Lucarini Contemporary – consiste in una serie di opere di natura pittorica che prendono forma dalla riflessione dell’artista sulla pratica stessa del fare pittura. Nell’intero corso della storia dell’arte, il linguaggio pittorico è da sempre stato espressione dell’avvicinamento, fisico e spirituale, dell’artista verso la tela e/o altri materiali, una spinta verso il supporto al fine stesso della prassi. Petroso riflette sulla questione proponendo un’ inversione di rotta volta verso una serie di nuovi linguaggi proposti dai contorni prettamente sperimentali. 

La serie di opere esposte sarà la base della ricerca del lavoro che l’artista svilupperà durante il periodo di tre mesi di residenza presso Viafarini -Milano-.

La mostra apre il nuovo anno nel mese di gennaio e inaugura l’intero ciclo di esposizioni nel corso del 2013.