Aurélien Mauplot. Intervista all’artista, di Maila Buglioni

(Traduzione di Carla Capodimonti)   Sottili segni grafici tracciati su bianche pareti, pagine di testi filosofici e scientifici appese e rigorosamente annerite per evidenziare parole anticamente trascritte. Piccole sale in cui regna il silenzio ed in cui il tempo sembra … Continua a leggere

Platon – Caverne – Décembre 2010, da Aurélien Mauplot_Desillusions, a cura di Carla Capodimonti

Platon – Caverne – Décembre  2010 L’origine di questo nuovo approccio è la scomparsa del testo del libro VII della Repubblica di Platone, sino a far vedere solo l’elemento più rilevante e conosciuto: la caverna. E’ così che appare il … Continua a leggere

Aurélien Mauplot_Desillusions, a cura di Carla Capodimonti

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Renversement du Monde, extension heliograttées 2014

Fotocalcografia grattata e rivoltata (tratto da: Annapurna, premier 8000  de Maurice Herzog, ed. Arthaud, 1952).

Nel 1951, una compagine francese si inoltra nelle terre sconosciute del cuore del Nepal, all’estremità del mondo, al confine con il cielo. I membri della spedizione, entusiasti e determinati, non hanno in testa null’altro che quei novantuno metri che li condurranno alla volta degli 8000, distanza che li separerà dal mare, vasta terra liquida, indomabile, come il suo opposto celeste. Per la prima volta, l’Uomo (per lo meno quello occidentale), scopre l’ebbrezza assoluta, sotto il tetto del mondo.

ImmagineNel 1953, scompare Theodore Von Karman, fisico ungherese, padre della Linea di Karman. Essa materializza, tramite analisi fisiche, una dimensione assolutamente astratta e indica che lo Spazio si trova 100 km al di sopra del livello del mare. Karman definisce, dunque, il confine tra terra e Spazio, tracciando una frontiera tra il territorio dell’umanità e l’ignoto, l’impalpabile, l’inafferrabile: quella massa nera che non si riflette ai nostri occhi se non attraverso lo stordimento provocato dal suo infinito vuoto.

Le Renversement du monde confonde due volontà prodigiose, eccessive e tuttavia essenziali per lo sviluppo dell’essere: il superamento di se stessi e la relativizzazione del mondo. Corsa verso l’ignoto, rischio di perdersi in esso e di individuarvi ciò che esiste, per arrivare a concepire un mondo possibile, nel quale il sogno trova la sua realizzazione.

Testo: Aurélien Mauplot

Traduzione: Laura Campus

(Dal 5/04 al 04/05/2014)

Promemoria sabato 5 Aprile 2014:

Vi aspettiamo oggi pomeriggio alle ore 18.00 a Trevi per l’inaugurazione della mostra: Aurélien Mauplot_Desillusions, a cura di Carla Capodimonti. Non mancate!!!

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NEXT OPENING 05/04/2014 H 18: Aurélien Mauplot_Desillusions, a cura di Carla Capodimonti

Aurélien Mauplot, classe ’83, presenta un progetto basato su riflessioni di carattere filosofico e scientifico riguardo ai limiti della percezione umana in relazione al proprio ambiente naturale e sociale.

L’artista francese sviluppa la sua ricerca partendo dall’approfondimento dell’opera La Repubblica di Platone – nella quale l’autore analizza il celebre “mito della caverna” – rimodellandone il contenuto e mettendo alla prova lo sguardo e la percezione che l’uomo ha del mondo circostante.

I limiti fisici vengono inoltre esplorati e svelati – nello scalare la vetta più alta della terra – nel libro di Maurice Herzog, Annapurna. Il primo 8000, al quale l’artista fa riferimento per rivelarne un altro punto di vista, o identificare la parte superiore, in direzione inversa. Mauplot restituisce alle pagine del libro le cime, o i confini, del mondo utilizzando la linea di Karman, fisico ungherese, scomparso nel 1963, che definisce il profilo della terra dallo spazio.

 

VI ASPETTIAMO!!!