(13/12/2013) VIDEO DEL GIORNO su INSIDEART: “Isostasia 1”. Intervista a Nicole Voltan, di Claudia Quintieri

«Ho sempre portato avanti tutte le tecniche possibili in base a ciò che volevo raccontare», sono le parole di Nicole Voltan rispetto al suo lavoro di artista. Le prime opere presentate in accademia a Venezia, a metà degli anni 2000, erano scatole di polistirolo. In quel periodo faceva anche sculture e lavorava molto con l’assemblage. È di quell’epoca la sua prima personale a Milano al circolo culturale Bertolt Brecht, dove ha esposto principalmente dipinti. Nel 2011 si è trasferita a Roma da Venezia perché la città lagunare, nonostante un certo fermento, non riusciva a stimolarla quanto la capitale. La tematica principale, filo conduttore di tutta la sua produzione, è il rapporto arte-scienza: «Arte e scienza sono due opposti, ma complementari fra loro: l’una è totalmente emozionale l’altra è rigorosa e logica; l’arte è soggettiva, non è vincolata da nessun tipo di regola, come invece lo è la scienza: questo contrasto tra i due termini mi piace. Poi la scienza da un certo punto di vista è molto artistica, e anche religiosa: la meraviglia di certe immagini, ad esempio astronomiche e della natura stessa, sono una forma d’arte perché la natura è arte; dall’altro punto di vista è talmente rinchiusa nelle sue leggi che è bello stravolgerle e riuscire a interpretarla in modo più soggettivo e creativo», dichiara la Voltan. Nella sua storia personale, l’artista, fin da bambina, è stata attratta da tematiche scientifiche, ricorda una lettera a Babbo Natale in cui ha chiesto un microscopio e un telescopio per guardare le cose piccole e le stelle: questa passione è talmente radicata in lei, che ha portato con sé quel telescopio a Roma. Le costellazioni e il cosmo sono una parte essenziale di uno dei filoni che segue Voltan, sulle suggestioni nate dalla curiosità per cosmo e costellazioni ha incentrato la sua mostra 88trame alla galleria Whitecube al Pigneto, ora La Stellina arte contemporanea. Ma che cosa la affascina di cosmo e costellazioni? «Sono talmente vasti sia come superficie che come concetti che non finirà mai il mio approfondire ed entrare nelle leggi cosmiche, mi affascina poi l’estetica del cosmo e il fatto che si rispecchia anche nel micro: sto scoprendo l’associazione fra le galassie e le cellule su cui vorrei lavorare per un progetto futuro. La frase che mi colpisce di più dice che siamo fatti di stelle perché abbiamo gli stessi elementi che hanno le stelle», commenta l’artista. Questo legame fra micro e macro porta alla riflessione sull’unione degli opposti: “gli opposti sono complementari. L’uomo cerca sempre di dividere le cose: amore e odio, guerra e pace, bene e male, però se non esistesse l’uno non esisterebbe l’altro”, continua Nicole. In questo periodo si sta svolgendo la personale di Voltan Para Klàsis alla Galleria Cinica di Trevi, a cura di Simona Merra e Carla Capodimonti. Iniziamo dal titolo della mostra: Para Klàsis vuol dire rottura, qui entra in gioco il dialogare degli opposti nella discussione e nella lotta fra due estremi che porta all’equilibrio. In questa esposizione è presente in video Isostasia 1, da noi proposto, che si ispira al fenomeno fisico per cui la densità della Terra rimane sempre uguale, cambia solo l’assetto. Le riprese sono state fatte vicino Misurina, sulle Dolomiti, durante una passeggiata: da quelle immagini è nata l’idea del video. All’inizio si vedono rocce e montagne, essenziali nel discorso scientifico sull’isostasia. Poi si cammina, ma della presenza umana appaiono solo le ombre, una è quella dell’artista, ombre indicative di una ricerca di qualcosa che a volte manca: questa camminata rappresenta ciò che facciamo spesso nella vita, ovvero cercare l’equilibrio sia con noi stessi che con gli altri. Il suolo che è sotto di noi è ciò che ci regge in piedi e gli uomini hanno due gambe per cui perdono l’equilibrio fisico, ma anche l’equilibrio emotivo e interiore, più facilmente di un animale, a quattro zampe. A proposito di questi significati Voltan dichiara: «tutto quello di cui tratto è anche, in qualche modo, autobiografico e soggettivo: parto da una mia esperienza per arrivare a tematiche più collettive». Alla fine del video si vede il movimento di un lombrico che si ripete varie volte, a proposito di questo finale l’artista dice: «Il lombrico rappresenta la vita, è il classico elemento alla base della generazione del terreno, lo rende fertile. Poi ha la proprietà di essere una molla, di essere elastico: paradossalmente anche noi uomini dovremmo aspirare all’elasticità per adattarci alle cose dell’esistenza, ed essere anche sinuosi». Il tremore della telecamera ha un’origine tecnica perché le riprese sono state fatte a mano, ma è anche un modo di rappresentare il movimento stesso delle cose. Infine l’audio è composto da rumori umani come l’accensione di un accendino, il carrello della spesa, una lavatrice, perché, conclude Nicole: «sono in contrasto con la rappresentazione della natura, ma paradossalmente assomigliano proprio ai rumori della natura come i sassi quando rotolano o si sgretolano, quindi portano in sé l’equilibrio e il contrasto fra uomo e natura». Info: nicolevoltan.blogspot.com

Nicole Voltan, Isostasia 1, 2011

 

Intervista pubblicata su INSIDEART, 13 dicembre 2013: http://www.insideart.eu/2013/12/13/isostasia-1-di-nicole-voltan/

 

 

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